Perché le pause nella giornata lavorativa sono fondamentali per la concentrazione

|Marco Muscarello
Bewusste Pausen im Arbeitsalltag helfen, Fokus und mentale Energie zu erhalten

La pausa è in programma, ma durante il tempo previsto continui a rispondere alle richieste. Forse non manca un promemoria, ma un accordo praticabile. Qui verifichi se è possibile staccare davvero dal lavoro in corso.

Il tuo obiettivo con questo articolo

Chiarisci quali esigenze lavorative devono essere gestite durante la pausa, chi se ne occupa e come riprendere il lavoro al rientro.

Comprendere: inquadrare correttamente la questione lavorativa

Questo articolo non promette un aumento automatico della concentrazione dopo una pausa di una determinata durata. Non afferma nemmeno che ogni forma di utilizzo degli schermi impedisca di recuperare le energie. Ciò che risulta piacevole o distensivo può variare da persona a persona.

L’OMS indica il carico di lavoro, gli orari di lavoro e la mancanza di supporto tra i possibili rischi. Se le pause non sono concretamente possibili, è opportuno verificare anche queste condizioni. Un promemoria personale non può sostituire una persona che ti dia il cambio. Questo contenuto non sostituisce le disposizioni aziendali e professionali vigenti sulle pause.

Un esempio concreto: un servizio resta attivo senza passaggio di consegne

Vuoi fare una pausa prevista, ma resti l’unica persona responsabile delle richieste di assistenza in corso. Durante la pausa controlli continuamente se è necessario intervenire. Di fatto, la pausa esiste più sulla carta che nella realtà.

Chiarisci in anticipo le possibilità di passaggio di consegne e come gestire le richieste. Se non è disponibile una persona che possa sostituirti, il referente deve organizzare una soluzione adeguata per l’attività. Modificare le impostazioni del timer o cercare di staccare di più non risolverebbe questa esigenza ancora scoperta.

Decidi: cosa impedisce la pausa?

Un’attività necessaria non è stata assegnata

Chiarisci chi si occupa delle attività e come riprenderle. Non si può semplicemente dare per scontato che non sia più necessario essere reperibili.

C’è una disposizione adeguata, ma non viene applicata

Verifica come si svolge davvero il lavoro e per quali ragioni. Un accordo esistente deve poter essere applicato anche nella pratica.

Vuoi rendere piacevole la pausa

Scegli un’attività adatta alle possibilità disponibili, per esempio cambiare ambiente o sederti in tranquillità. Questo non comporta alcuna garanzia generale di prestazioni o di salute.

Dalla pausa pianificata alla pausa effettiva

Prima della pausa prevista, verifica che le attività in corso siano in condizioni sicure e che le reazioni necessarie siano state prese in carico. Annota solo le informazioni sullo stato del lavoro davvero necessarie per il passaggio di consegne.

Al momento di riprendere, verifica se è arrivato un riscontro rilevante e quale sarà il passo successivo. Valuta l’accordo in base alla possibilità di fare una pausa effettiva. In seguito, non dovrai dimostrare di essere più produttivo per giustificare la pausa.

Il tuo accordo sulle pause

Situazione: L’attività in corso è stata messa in sicurezza in modo adeguato?

Copertura: Chi si occupa delle questioni urgenti nel frattempo?

Interruzione: È davvero possibile fare la pausa?

Rientro: Quale riscontro e quale passo successivo sono importanti?

Prosegui: verifica l’accordo nella vita quotidiana

Una pausa non è un ulteriore progetto di ottimizzazione. Se le esigenze la fanno saltare regolarmente, la questione va chiarita a livello organizzativo. Se i disturbi persistono, potrebbe essere necessario ulteriore supporto.

Limiti e supporto

Questo articolo offre un orientamento generale sull’organizzazione del lavoro; non è una diagnosi sanitaria né una procedura aziendale vincolante. Rispetta le competenze, le necessità di reperibilità e le disposizioni professionali vigenti. Non modificare sistemi e processi condivisi senza verificarne le dipendenze. Se il carico di lavoro è eccessivo in modo continuativo, occorre decidere come intervenire su volume, risorse o supporto. Se i disturbi persistono o compromettono significativamente la vita quotidiana, rivolgiti a un professionista della salute.

Domande frequenti

Esiste un numero ottimale di minuti?

No. L’articolo non stabilisce una durata generale. Restano determinanti i requisiti e gli accordi vigenti.

Una pausa più breve sostituisce ogni pausa prevista?

Questo articolo non annulla le disposizioni vigenti sulle pause e non consiglia di sostituirle in questo modo.

Devo rilassarmi in modo produttivo durante la pausa?

No. In questo caso, non è necessario giustificare una pausa con un aumento misurabile della produttività.

Fonte specialistica e inquadramento

OMS: Mental health at work →
Aggiornato al 15 settembre 2026; consultato il 16 ottobre 2026. Fonte in inglese.

L’OMS supporta la valutazione del carico di lavoro, degli orari e del sostegno. L’accordo sulle pause è un modello pratico, non una prova di una durata ottimale delle pause o di un effetto garantito sulla concentrazione.

L’esempio pratico e il modello sono strumenti di valutazione pratica, non un programma scientificamente convalidato.

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Sull’autore

Marco Muscarello è fondatore di FitStart Group e specialista in gestione con diploma federale. Da oltre 15 anni dirige team e accompagna le persone nei cambiamenti professionali e personali.

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